Dolore cronico: 12 milioni di donne colpite

Le donne vivono più a lungo, ma soffrono di più. Questo è quanto emerge dal convegno su 'Donne e dolore',organizzato da Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna) a Milano. Un problema decisamente al femminile. Un dato preoccupante, e che non tiene conto dei ‘dolori dell'anima'". Malgrado le cifre quasi da 'epidemia', questo è ancora oggi uno dei problemi meno conosciuti e meno affrontati dalla medicina. Il recente appello di centinaia di medici italiani affinché siano riconosciuti i diritti di questi pazienti, è la dimostrazione che c'è bisogno di un nuovo tipo di sensibilità per cominciare a considerare questo problema come un nemico da combattere.
Se molti pazienti muoiono soffrendo, troppi vivono con dolore. E se la sofferenza è un 'campanello d'allarme' di cui l'organismo si avvale per segnalare una situazione di pericolo, quella cronica è inutile. In Italia l'assistenza latita e la ricerca sembra ferma. Nelle istituzioni sanitarie italiane manca l'attenzione verso questi pazienti. Nonostante si tratti di una malattia che spesso riduce all'immobilità, non c'è nessuna forma di assistenza domiciliare. I malati restano quasi sempre abbandonati a se stessi e devono medicarsi da soli. Si tratta di un male invisibile per gli altri, difficile da diagnosticare. Attualmente non esiste una terapia che vada bene per tutti, e per entrambi i sessi. Le donne sono più vulnerabili al dolore cronico poiché sono più esposte a malattie acute e croniche, affrontano esperienze dolorose come la gravidanza, il ciclo mestruale o le emicranie quotidiane. Il dolore, persistente e cronico, genera uno stato fisico e psicologico tale per cui si può definire una 'malattia' a tutti gli effetti. E può portare a una condizione di depressione e di distacco dalla vita quotidiana. L'appello di Onda è, dunque, quello di prestare più attenzione alla sofferenza delle donne, perché nel 2000 non si può vivere di dolore.
(24 febbraio 2008)

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