Alzheimer: fenomeno in crescita

L'Organizzazione mondiale della sanità la definisce l'epidemia silente. È l'Alzheimer, malattia neurodegenerativa che colpisce circa 600 mila italiani, con la previsione che nel 2020 quelli costretti a fare i conti con questa patologia 'ruba memoria' potrebbero essere molti di più. La stima è da brivido: tra 12 anni i casi potrebbero essere addirittura raddoppiati nel nostro Paese, con circa un milione e duemila connazionali privati dei loro ricordi. A fare il punto sull'Alzheimer, ma anche su un'altra patologia neurodegenerativa altrettanto nota, il morbo di Parkinson, sono gli esperti. Nel mondo l'Alzheimer affligge 29 milioni di persone. In Italia colpisce il 5% degli over 60 e quasi il 50% dei 'nonni' con 85 o più anni. Progressiva e irreversibile, la malattia di Alzheimer distrugge le cellule del cervello e provoca il deterioramento della memoria, del pensiero e del comportamento. I costi sociali ed economici della patologia "sono drammatici", assicurano gli esperti. Ogni paziente costa alla società, sia per spese mediche che assistenziali, circa 20 mila euro l'anno all'inizio della malattia, per arrivare a 45 mila nelle fasi più avanzate. I farmaci oggi disponibili intervengono solo sui sintomi. Ma la recente scoperta di un nuovo gene coinvolto nella patogenesi della malattia di Alzheimer sta aprendo nuove frontiere per la cura della malattia. È stato infatti dimostrato che la riduzione e l'alterazione della sortilina 1 aumenta la produzione della proteina neurotossica beta-amiloide responsabile della distruzione dei neuroni. È in studio la messa a punto di uno specifico vaccino che, bloccando la produzione di beta-amiloide, potrebbe bloccare la progressione della malattia. Mentre si sta già sperimentando, sempre negli States, un altro siero che agendo sul sistema immunitario potrebbe bloccare la formazione delle placche amiloidi, un punto chiave nella genesi della malattia.
(2 aprile 2008)

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