Il progresso della medicina allunga la vita

Sono 7 gli anni guadagnati, nell’ultimo trentennio, grazie al progresso della medicina. Passi in avanti compiuti soprattutto nella cura delle malattie cardiovascolari, 'killer' numero uno in molti paesi occidentali. L'80% di questo prolungamento della vita media degli italiani è dovuta agli avanzamenti e alle nuove tecnologie utilizzate in cardiologia. Per le patologie di cuore e arterie si sono fatti passi da gigante soprattutto nelle terapie, anche se in tema di prevenzione c'è ancora molto da fare. Anche per l’angioplastica la mortalità si è dimezzata. In Italia però questa tecnica è ancora utilizzata solo nel 50% dei pazienti che ne avrebbero bisogno, le strutture sanitarie risentono infatti sia di una scarsa organizzazione e di carenza di attrezzature. Alcuni specialisti sostengono che per migliorare la situazione occorrerebbe programmare meglio la rete delle emergenze e i Pronto soccorso, mettendo in rapporto le ambulanze con i centri ospedalieri e dirottando il paziente, una volta fatta la diagnosi a distanza, presso la struttura dove è possibile procedere in breve tempo con l'angioplastica. Adottando questo criterio si potrebbe ridurre ulteriormente del 5% il tasso di mortalità e curare un numero superiore di persone. In oltre studiosi americani, in accordo con quelli europei, sono convinti che nei casi di infarto non grave è necessario procedere in maniera per così dire aggressiva: non bisogna far passare del tempo prezioso e occorre effettuare subito esami diagnostici come la coronarografia. Questo, secondo gli esperti statunitensi, consente di fotografare per tempo la situazione, di intervenire eventualmente con un'angioplastica o l'applicazione di uno stent, e di aumentare del 10% la sopravvivenza. Discorso differente viene fatto per le donne, se non sono a rischio di eventi cardiovascolari si consiglia di adottare un approccio più conservativo: aspettare cioè, prima di intervenire in maniera invasiva.
(28 Marzo 2008)

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