Stanchezza generale, sonnolenza, gonfiori alle mani e ai piedi, borse sotto gli occhi, aumento della sudorazione. Oppure cefalea, ansia, irritabilità e difficoltà di concentrazione, difficoltà respiratoria, alterazioni della pressione, palpitazioni. Sono tantissimi i sintomi, con i quali siamo talmente abituati a convivere da considerarli normali, che possono avere una origine alimentare. Il cibo che viene introdotto nel canale digerente entra, infatti, in contatto con il sistema immunitario (anticorpi e leucociti): alcuni alimenti possono provocare delle alterazioni morfo-funzionali di queste cellule danneggiandole o distruggendole. Da questi danneggiamenti cellulari si innescano reazioni a catena che possono provocare l'irritazione di svariate aree del corpo, anche lontane dalla sede di reazione iniziale, causando differenti sintomi nervosi, che nel tempo, possono costituire vere e proprie malattie. Ne sa qualcosa chi soffre di frequenti gonfiori e crampi addominali, senso di nausea, iperacidità gastrica, colite, disturbi dell'alvo (diarrea - stitichezza), flatulenza, eruttazione, prurito anale, emorroidi, ma anche disturbi della libido, infiammazioni uro-genitali e altre lesioni dermatologiche.
Ma anche tutti coloro che mangiano con moderazione, fanno regolarmente attività fisica e non riescono comunque a perdere peso dovrebbero sospettare la presenza di intolleranze alimentari.
Una nuova indagine per lo studio delle intolleranze alimentari rivela quali alimenti possono alterare il nostro stato di salute e fornisce la base di partenza per rimuovere, se correlate all'alimentazione, le cause dei disturbi presentati da ogni singolo soggetto, permettendo di migliorare così il nostro stato di benessere fisico e psichico.
(5 febbraio 2008)

2 commenti:
in cosa consiste il test per le intolleranze alimentari?
Si esegue con un semplice prelievo del sangue, tutti i giorni e senza prenotazione, presso il Laboratorio di Analisi.
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